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Lusitania
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La mwbgLusitania è una regione storica della mwbwPenisola iberica, patria dell'antico popolo dei mwcaLusitani. Il territorio abitato dai Lusitani corrispondeva pressappoco all'attuale mwcqPortogallo centrale e meridionale più una parte limitata dell'altopiano interno spagnolo (l'odierna mwcgEstremadura). A seguito della conquista, i Romani la costituirono provincia con il nome di mwcwmwdaHispania Lusitana. In riferimento all'attualità, il termine Lusitania è utilizzato come sinonimo letterario di Portogallo.
Contents
• Statuto
• Storia
• Note
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Statuto
Inizialmente la provincia lusitana comprendeva il territorio di Lusitani, Vettoni, Asturi e Galleci, ma le ultime due popolazioni furono presto riunite nella mweqmwegProvincia Tarraconensis e la Lusitania fu ristretta alla mwewProvincia Lusitana et Vettones. La capitale amministrativa fu Augusta Emerita, l'attuale mwfaMérida. La provincia fu retta da un mwfqlegatus Augusti pro praetore di rango pretorio.
Con il riordinamento dell'impero operato da mwfwDiocleziano, la Lusitania, con le altre province spagnole formò la mwgamwgqDioecesis Hispaniarum.
Storia
Lusitania pre-romana
L'origine dei Lusitani, popolo affine agli mwhqIberi, è incerta. In età preromana erano insediati su un vasto territorio che si estendeva dal mwhgDuero al mwhwTago e avevano cominciato ad espandersi a sud nell'mwiaEstremadura, a spese dei mwiqVettoni, e nella valle della mwigGuadiana, a spese dei mwiwCelti.
Conquista romana
L'offensiva romana iniziò nel mwjw179 a.C., finché furono sottomessi definitivamente da mwkaOttaviano Augusto. Dopo la conquista di Lusitania, mwkqAsturia e mwkgGalizia, che estese la mwkwSpagna Ulteriore dal mwlaMar Mediterraneo all'mwlqOceano Atlantico, fu necessario effettuare una ripartizione provvisoria del territorio fra i tre legati che lo governavano. Ottaviano Augusto compì una vera divisione tra la parte sudoccidentale della penisola, la mwlgmwlwBaetica, e la parte occidentale, la mwmaLusitana.
Tardo Impero: invasioni barbariche e fine della provincia
Il 31 dicembre mwow406 mwpaVandali (suddivisi in mwpqAsdingi e mwpgSilingi), mwpwAlani e mwqaSuebi invasero la Gallia mwqqvarcando il fiume Reno. È possibile che questa invasione fosse stata scatenata dalla migrazione degli mwqgUnni nella grande pianura ungherese, avvenuta tra il mwqw400 e il mwra410; infatti Vandali, Alani e Svevi vivevano proprio nella zona dove si sarebbero insediati gli Unni, e la minaccia unna potrebbe averli spinti a invadere la Gallia.cite-ref-1[1] L'invasione della Gallia e la debolezza manifestata dal governo di Onorio, spinse le legioni britanniche a rivoltarsi acclamando imperatore prima un certo mwsqMarco, poi, alcuni mesi dopo, un certo mwsgGraziano e poi, dopo il rifiuto di questi di intervenire contro i Barbari, il generale mwswFlavio Claudio Costantino.cite-ref-zosimovi-2-0[2] Questi, attraversata la mwuaManica, riuscì a bloccare temporaneamente l'avanzata dei barbari e a prendere il controllo di gran parte dell'Impero: Gallia, Spagna e Britannia.cite-ref-zosimovi-2-1[2]
Costantino III, quindi, elevò al rango di mwvgCesare suo figlio mwvwCostante, mentre in Spagna due parenti di Onorio si rivoltarono, rifiutandosi di riconoscere l'autorità dell'usurpatore e mettendo insieme un'armata che minacciava di invadere la Gallia e deporlo.cite-ref-zosimovi-2-2[2]cite-ref-orovii40-3-0[3] Costantino III inviò dunque suo figlio Costante, insieme al generale mwyaGeronzio (che Zosimo chiama erroneamente Terenzio) e al prefetto del pretorio mwyqApollinare, nella penisola iberica per sedare la rivolta.cite-ref-zosimovi-2-3[2] Nonostante ai soldati ribelli si fossero aggiunti un'immensa massa di schiavi e contadini, l'esercito di Costante riuscì a sedare la rivolta e a catturare i capi dei ribelli (Vereniano e mwzgDidimo, parenti di Onorio), e li condusse prigionieri in Gallia da suo padre, dove furono giustiziati.cite-ref-zosimovi-2-4[2]cite-ref-orovii40-3-1[3]cite-ref-sozix12-4-0[4]
Costante, nel frattempo, aveva lasciato incautamente il generale Geronzio in Spagna con le truppe galliche affidandogli il compito di sorvegliare i Pirenei, sostituendo dunque con truppe di origini barbariche (gli mwdaHonoriaci) i presidi locali che un tempo sorvegliavano i passi.cite-ref-zosimovi-2-5[2]cite-ref-orovii40-3-2[3] Quando dunque Costante ritornò in Spagna per la seconda volta per governarla come mwfqCesare, Geronzio per brame di potere si rivoltò proclamando a sua volta imperatore un certo mwfgMassimo.cite-ref-zosimovi-2-6[2]cite-ref-sozix12-4-1[4] Sembrerebbe inoltre aver incitato i barbari che erano in Gallia ad invadere la Gallia meridionale in modo da tenere occupato Costantino III; tale tentativo di sfruttare i barbari per vincere la guerra civile contro Costantino III risultò tuttavia controproducente e negli ultimi mesi del 409 i Vandali, gli Alani e Svevi, a causa del tradimento o della negligenza dei reggimenti mwhwHonoriaci a presidio dei Pirenei, entrarono in Spagna, sottomettendola per la massima parte.cite-ref-zosimovi-2-7[2]cite-ref-orovii40-3-3[3]cite-ref-sozix12-4-2[4]cite-ref-5[5] Secondo mwmaKulikowski, tuttavia, nel periodo 409-410 i Barbari si limitarono a saccheggiare le campagne, non essendo in grado di prendere le città, e l'amministrazione romana, seppur sotto il controllo dell'usurpatore Massimo, continuò a funzionare: ne sarebbe la prova il fatto che nel resoconto apocalittico dei saccheggi dei barbari in Spagna che si può leggere nella cronaca di Idazio, si afferma che nelle città le popolazioni erano afflitte dall'"esattore tiranno" e dal "soldato vorace", cioè funzionari romani.cite-ref-6[6]
Solo quando l'usurpatore Massimo e il suo comandante Geronzio decisero di invadere la Gallia per detronizzare Costantino III, i barbari approfittarono della partenza dell'esercito romano dalla Tarraconense per impossessarsi stabilmente del territorio invaso spartendoselo tra di loro (mwng411):cite-ref-7[7]
«[I barbari] si spartirono tra loro i vari lotti delle province per insediarvisi: i Vandali [Hasding] si impadronirono della Galizia, gli Svevi di quella parte della Galizia situata lungo la costa occidentale dell'Oceano. Gli Alani ebbero la Lusitania e la Cartaginense, mentre i Vandali Siling si presero la Betica. Gli spagnoli delle città e delle roccaforti che erano sopravvissuti al disastro si arresero in schiavitù ai barbari che spadroneggiavano in tutte le province.»
(Idazio, Cronaca, s.a. 411)
Secondo mwpqProcopio, storico vissuto nel VI secolo, i Barbari avrebbero avuto il riconoscimento dell'occupazione dei territori da parte di Roma, mentre al contrario mwpgOrosio, vissuto all'epoca dei fatti, afferma esplicitamente che l'occupazione fu illegale. Tra le due testimonianze discordanti, Heathercite-ref-8[8] propende a dare credito a quella di Orosio, in quanto fonte più vicina cronologicamente ai fatti, e anche Kulikowski ritiene che la spartizione tra i barbari fosse avvenuta senza l'autorizzazione del governo imperiale.cite-ref-9[9] Nel frattempo Massimo, Geronzio e gli altri usurpatori nelle Gallie furono sconfitti dal generale romano mwrwCostanzo, il quale riuscì anche a raggiungere nel 415 un accordo con i Visigoti, che divennero ancora una volta mwsafoederati (alleati) dell'Impero; l'intenzione di Costanzo era sfruttare i Visigoti per riconquistare la Spagna a Vandali, Alani e Svevi.
Tra il mwsg416 e il mwsw418 gli invasori del Reno subirono, quindi, la controffensiva dei mwtaVisigoti di mwtqVallia per conto dell'Imperatore d'Occidente: vennero annientati nella Betica i Vandali Silingi mentre gli Alani subirono perdite così consistenti da giungere a implorare la protezione dei rivali Vandali Asdingi, stanziati in Galizia. Grazie a questi successi, le province ispaniche della mwtgLusitania, della mwtwCartaginense e della mwuaBetica tornarono sotto il controllo romano,cite-ref-10[10] ma il problema ispanico non si era tuttavia ancora risolto, anche perché dopo la sconfitta, Vandali Silingi e Alani si coalizzarono con i Vandali Asdingi, il cui re, mwvqGunderico, divenne mwvgre dei Vandali e Alani. Costanzo richiamò i Visigoti in Aquitania: era sufficientemente soddisfatto del risultato delle campagne militari, essendo tutta la Spagna tornata in mano imperiale a parte la provincia periferica della Galizia, il cui possesso era rinunciabile a causa della sua scarsa produttività.cite-ref-11[11] La mwwwdiocesi di Spagna riprese a funzionare come in precedenza e, per difendere dai barbari residui in Galizia i territori riconquistati, fu creato per la prima volta l'esercito di campo della Spagna, attestato per la prima volta dalla mwxamwxqNotitia Dignitatum, databile al 420 circa. Nel frattempo, i Visigoti furono stanziati in mwxgGallia Aquitania come mwxwfoederati, ricevendo terre nella valle della Garonna. L'Aquitania sembra sia stata scelta da Costanzo come terra dove far insediare i mwyafoederati Visigoti per la sua posizione strategica: infatti era vicina sia dalla Spagna, dove rimanevano da annientare i Vandali Asdingi e gli Svevi, sia dal Nord della Gallia, dove forse Costanzo intendeva impiegare i Visigoti per combattere i ribelli separatisti mwyqBagaudi nell'Armorica.cite-ref-12[12]
Nel frattempo la nuova coalizione vandalo-alana tentò subito di espandersi in Galizia a danni degli Svevi, costringendo i Romani a intervenire nel mw3a420: l'attacco romano, condotto dal mw3qcomes mw3gAsterio, non portò però all'annientamento dei Vandali, ma li spinse piuttosto in Betica, che da essi prese in nome di "Vandalucia" (mw3wAndalusia)cite-ref-13[13]. Lungi dall'essere vittoriosa, la spedizione di Asterio fu quindi disastrosa in quanto spinse involontariamente i Vandali ad invadere la Betica mettendo a forte repentaglio i risultati positivi delle campagne di riconquista di Vallia: a differenza della periferica e poco importante provincia della Galizia, infatti, la perdita della Betica avrebbe costituito un forte danno per lo stato romano.cite-ref-14[14] In compenso Asterio riuscì a catturare l'usurpatore Massimo, che aveva per la seconda volta tentato di usurpare il trono, ricevendo come premio il titolo di patrizio (421/422).cite-ref-15[15] I massimi vertici dell'Impero, comunque, si resero conto della necessità di annientare i Vandali nella Betica e nel mw7a422 fu organizzata una nuova spedizione per annientarli definitivamente: il generale mw7qCastino si scontrò in battaglia contro di essi con un esercito rinforzato da mw7gfoederati visigoti, ma, forse grazie a un presunto tradimento dei Visigoti, fu da essi sconfitto.cite-ref-16[16]
L'usurpazione di mw9aGiovanni Primicerio prima (423-425) e le lotte per l'ottenimento del grado di generalissimo dell'Impero tra mw9qEzio, mw9gBonifacio e mw9wFelice (che durarono fino al 433) distrassero parzialmente il governo centrale dalla lotta contro i Barbari, agevolando i loro successi; ciò avvenne soprattutto in Spagna, che era la provincia meno prioritaria da difendere per l'Impero.cite-ref-17[17] I Vandali ebbero così via libera per razziare e occupare la Spagna meridionale, con la presa di Siviglia e di Cartagena e la devastazione delle Isole Baleari (425).cite-ref-18[18] Nel 428 Siviglia fu di nuovo espugnata e saccheggiata dai Vandali.cite-ref-19[19]
La partenza dei Vandali per l'Africa (429) lasciò tuttavia la Spagna libera dai Barbari, fatta eccezione per gli Svevi in mwaquGalizia. Il panegirico di mwaqyMerobaude asserisce che in Spagna, dove prima «più niente era sotto controllo, [...] il guerriero vendicatore [Ezio] ha riaperto la strada un tempo prigioniera e ha cacciato il predatore [in realtà andatosene in Africa per propria iniziativa], riconquistando le vie di comunicazione interrotte; e la popolazione è potuta ritornare nelle città abbandonate». Sembra che l'intervento di Ezio in Spagna si fosse limitato a negoziazioni diplomatiche con gli Svevi in modo da raggiungere a un accomodamento tra Svevi e abitanti della Galizia, nonostante le pressioni esercitate da alcuni ispano-romani, che avrebbero preferito un intervento militare.cite-ref-20[20] Ezio non intendeva però perdere soldati nella riconquista di una provincia poco prospera quale la Galizia e si limitò a ripristinare il dominio romano sul resto della Spagna, che ricominciò di nuovo a far affluire entrate fiscali nelle casse dello stato a Ravenna.
Tutto ciò cambiò però con l'ascesa del re svevo mwaraRechila, succeduto a suo padre mwareErmenerico nel 438. Approfittando della scarsa attenzione riservata dal governo centrale alla Spagna, dovuta alle altre diverse minacce esterne sugli altri fronti (Gallia, Africa, Illirico), Rechila condusse gli Svevi alla conquista di gran parte della penisola iberica: tra il mwari439 e il mwarm441, essi occuparono Merida (capoluogo della Lusitania) nel 439 e Siviglia e le province della Betica e della Cartaginense nel 441. L'unica provincia ispanica ancora rimasta sotto il controllo di Roma era la Tarraconense, che tuttavia era infestata dai separatisti mwarqBagaudi. Furono vane le campagne successive di riconquista condotte da Ezio: se le prime due, condotte dai comandanti mwaruAsturio (442) e Merobaude (443), avevano come fine il recuperare perlomeno la Tarraconense ai Bagaudi, quella di Vito (mwary446), più ambiziosa, tentò di recuperare la Betica e la Cartaginense, finite in mano sveva, ma, nonostante il sostegno dei Visigoti, l'esercito romano fu annientato dal nemico. Questo fallimento era attribuibile almeno in parte al fatto che Ezio non poteva concentrare tutte le sue forze nella lotta contro gli Svevi vista la minaccia unna.cite-ref-21[21]
Nel 455 i Visigoti, combattendo a nome di Roma, attaccarono gli Svevi e conquistarono la Lusitania, che rifiutarono però di restituire ai Romani perché l'Imperatore mwasmAvito, che essi avevano appoggiato nella sua ascesa al trono, era stato detronizzato dai generali mwasqRicimero e mwasuMaggioriano, e quest'ultimo era stato eletto Imperatore. Maggioriano sconfisse i Visigoti in Gallia, costringendoli a restituire all'Impero la diocesi di Spagna, e poi attraversò i Pirenei entrando in Spagna usandola come base d'appoggio per invadere l'Africa per riconquistarla ai Vandali: mentre Nepoziano e Sunierico sconfiggevano i Suebi a mwasymwascLucus Augusti e conquistavano mwasgScallabis in Lusitania, l'imperatore passò da mwaskCaesaraugusta (mwasoSaragozza), dove fece un mwassmwaswadventus imperiale formale,cite-ref-22[22] e aveva raggiunto la mwateCartaginense, quando la sua flotta, attraccata a mwatiPortus Illicitanus (vicino ad mwatmElche), fu distrutta per mano dei Vandali, forse con la complicità di alcuni traditori.cite-ref-23[23] Maggioriano, privato di quella flotta che gli era necessaria per l'invasione, annullò l'attacco ai Vandali e si mise sulla via del ritorno: quando ricevette gli ambasciatori di Genserico, accettò di stipulare la pace, che probabilmente prevedeva il riconoscimento romano dell'occupazione mwatgde facto della Mauretania da parte vandala. Al suo ritorno in mwatkItalia, venne assassinato per ordine di Ricimero nell'agosto mwato461. La morte di Maggioriano significò la definitiva perdita della Spagna a favore dei Visigoti: infatti, dopo il ritiro dalla Spagna di Maggioriano, nessun altro ufficiale romano è attestato nelle fonti nella penisola iberica, rendendo evidente che dopo il 460 la Spagna non faceva più - di fatto - parte dell'Impero.cite-ref-24[24] I Visigoti fondarono così un regno stabile che faticò però ad assumere il pieno controllo della regione nei confronti delle élite romane locali. Questo controllo si poté dire assicurato solo molti anni dopo la fine dell'mwat8Impero Romano d'Occidente.
Note
cite-note-55. ↑ mwaxymwaxcKulikowski,mwaxg p. 159.
cite-note-66. ↑ mwaxwmwax0Kulikowski,mwax4 pp. 163-164.
cite-note-77. ↑ mwayimwaymKulikowski,mwayq p. 166.
cite-note-99. ↑ mway4mway8Kulikowski,mwaza pp. 166-167.
cite-note-1111. ↑ mwazomwazsKulikowski,mwazw p. 171.
cite-note-1313. ↑ mwaaymwaacFranco Cardini e Marina Montesano, mwaagStoria medievale, Firenze, mwaakLe Monnier Università, 2006, mwaaoISBNmwaas 8800204740.
cite-note-1414. ↑ mwabamwabeKulikowski,mwabi p. 173.
cite-note-1515. ↑ mwabymwabcKulikowski,mwabg pp. 173-174.
cite-note-1616. ↑ Secondo Idazio, la sconfitta fu dovuta a un presunto tradimento dei Visigoti, ma bisogna ricordare che Idazio odiava profondamente i Visigoti, cosicché la sua testimonianza è ritenuta poco attendibile da Heather, che attribuisce le cause della sconfitta al valore della coalizione vandalo-alana. Cfr. mwabwmwab0Heather,mwab4 p. 326.
cite-note-1717. ↑ mwacimwacmKulikowski,mwacq p. 176.
cite-note-2222. ↑ Roger Collins, mwaeaVisigothic Spain, 409-711, Blackwell Publishing, 2004, ISBN 0-631-18185-7, p. 32.
cite-note-2323. ↑ mwaeumwaeyChronica gallica anno 511, 634; mwaecMario di Avenches, mwaegs.a. 460; mwaekmwaeoIdazio,mwaes 200, s.a. 460.
cite-note-2424. ↑ mwae8mwafaKulikowski,mwafe p. 192.
Bibliografia
mwafqFonti primarie
• citerefzosimoZosimo, Storia Nuova, 2013.
• citerefsozomenoSozomeno, Storia Ecclesiastica.
• citereforosioOrosio, Storia contro i Pagani.
• citerefidazio(LA) Idazio, Hydatii Lemici Continuatio chronicorum Hieronymianorum, in Theodor Mommsen (a cura di), Monumenta Germaniae Historica, Auctores Antiquissimi, XI (Chronica minora saec. IV.V.VI.VII), Berlino, 1894, pp. 1-36.
mwafsFonti secondarie
• citerefheatherPeter Heather, La caduta dell'Impero romano: una nuova storia, Milano, Garzanti, 2006, ISBN 978-88-11-68090-1.
• citerefkulikowskiMichael Kulikowski, Late Roman Spain and its cities, Baltimora, Hopkins University Press, 2004, ISBN 9780801898327.
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Collegamenti esterni
• citerefsapere-itLusitània, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dell-arte-anticaG. C. Susini, LUSITANIA, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.